LA SFERA di Emanuela Arlotta

   “ La sfera” di Emanuela Arlotta

   EUR 13.- Inklusiv Kostenversand pag./S. 88

   Niveau A2

   Inhalt/contenuto:

 

Una raccolta di racconti che hanno in comune la capacità di coinvolgere ed emozionare il lettore fino quasi a commuoverlo senza mai lasciarlo indifferente. La Sfera, la storia portante, narra di Luna, una donna con una vita ‘normale’, alle prese con il presunto tradimento del suo uomo, che si trova a vivere un’avventura surreale, in equilibrio tra sogno e realtà, che la conduce alla scoperta di una verità che lei non conosce e non può nemmeno immaginare.

 

Nur im Italienischen verfügbar

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Questa voce è stata pubblicata il novembre 25, 2012.

“L´ultima stanza in fondo al corridoio” di Alessandra Brisotto

 “L´ultima stanza in fondo al corridoio”                   

di Alessandra Brisotto

EUR 15,-pag./S.    131

Niveau A2-B1

Inhalt/contenuto:

Ein Roman, der uns durch die Räume einer weiblichen Seele führt.
Ein junges Mädchen zieht von Italien nach Deutschland. Dort entdeckt sie ihre Fähigkeiten, sich in einem fremden Land gut eingliedern und das Beste aus ihrem Leben zu machen. Dabei gelingt es ihr, die Erfahrungen ihrer Vergangenheit zu verarbeiten und sieht diese nun mit den Augen einer erwachsenen Frau.
Sie gewinnt die Kraft, das Schlechte zu verzeihen und hat den Mut, nach Italien zurückzukehren. In Italien fängt sie dort neu an, wo ihr Leben begonnen hat.
Dieser Roman ist eine Welle intensiver Emotionen, die den Kern der Geschichte ebenso bereichert wie die Gefühle der Leser und der Zuhörer.
“L`Ultima stanza in fondo al corridoio“ von Alessandra Brisotto richtet sich an Menschen, die Lust auf die Literatur besitzen, die nachdenklich stimmt.

 

Nur im Italienischen verfügbar

Questa voce è stata pubblicata il novembre 25, 2012.

DEMETRIO DAI CAPELLI VERDI di Marco Mazzanti

   “Demetrio dai capelli verdi” di Marco Mazzanti  

EUR 18,- pag./S. 283    

Niveau B1-B2

Inhalt/contenuto:

 Questo libro rappresenta il sano incontro tra realtà e mito.

La fusione tra questi due mondi così distinti lascia sognare perfino i lettori più disincantati.
L’autore ci regala una delizia che ad ogni morso ci allontana, per qualche momento, dalla nostra quotidianità, e lo fa con grande maestria, attraverso una scrittura genuina e carismatica.
Il libro rappresenta la società in cui viviamo: esistono personaggi che non vorremmo mai incontrare, ed altri che, grazie al loro amore ed affetto, ci rendono migliori.
Questo romanzo chiede di scavare dentro di noi, di non fermarci all’apparenza di coloro che ci circondano, ma di guardare nel profondo di ognuno di essi, per capire la propria storia, le proprie origini, il proprio io.
E’ probabilmente il romanzo più intimo di Marco Mazzanti, ed è quello che lascia nel lettore più interrogativi, e suscita più stupore.

Nur im Italienischen verfügbar

Questa voce è stata pubblicata il novembre 25, 2012.

FIORI DI AGAVE SULLA COLLINA DELLE FATE di Sandro Capodiferro

FIORI DI AGAVE SULLA COLLINA DELLE FATE

di Sandro Capodiferro

EUR    18.00

Niveau B2-C1

Sono due donne, Felicita e Adele, le protagoniste del nuovo romanzo di Sandro Capodiferro: l’una così saldamente ancorata alla terra, granitica e vera, l’altra figlia di una proiezione ideale, immaginifica e libera; la prima eroina di una libertà ‘chiusa’ che attende una verità nuova per esplodere, l’altra emblema di una prospettiva di vita ‘aperta’, una vita che ha voluto rischiare pur di scegliere. Due modelli antitetici eppur così sensibilmente affini nella loro ricerca di amore, nell’intensità con cui interiorizzano il reale per farne “consapevolezza”, popolano le pagine di questo romanzo “contenitore”, in cui si dispiegano temi sociali, ansie esistenziali, parabole psichiche.  Ma Adele è di fatto lo specchio invertito di Felicita, la proiezione di un bisogno, la speranza di una possibilità che, negata nel reale, può invece essere nello spazio fatato della finzione letteraria. Finché la spinta del bisogno, intima e lacerante, saprà deformare il reale secondo gli stessi connotati della finzione e trasformare la letteratura in vita: così la storia di Adele, appresa dalle pagine incantate di un libro bordeaux, entra nella vita “vera” di Felicita, quasi secondo una strategia “bovaristica” inscenata per compensare un vuoto irrimediabile e ormai strutturale. Felicita inizia allora a vivere come Adele: ne assume le sembianze, le idee, gli slanci, la volontà di passare da un “amore per abitudine” all'”abitudine all’amore”; e in ultima istanza ne consuma il destino.  La forza narrativa dell’opera consiste in questo sapiente equilibrio tra realtà e proiezione astratta, tra storia e metastoria, e si intensifica nelle pagine finali in cui l’intreccio si tinge di giallo, aprendosi a rivelazioni inattese. La lingua, calibrata ed elegante, riveste di un sapore “antico”, ma mai “passato”, una storia modernamente epica.

Recensione di Rosanna Lanzillotti 

Ancora una volta l´autore di “Storie da un sogno”, Sandro Capodiferro ci offre un’interessante opportunità: quella di compiere un seducente quanto approfondito viaggio all’interno dell’io interiore, questa volta esclusivamente femminile, attraverso le pagine della sua ultima fatica: Fiori di agave sulla collina delle fate.Le protagoniste sono appunto due donne: Adele e Felicita. La prima, Adele, dedita alla costante e sofferta ricerca dell’imprendibile e diverso da lei, l’uomo o meglio l’entità’ maschile, così nel suo intimo quanto la “non realtà” che lei stessa rappresenta, attraverso le pagine del “romanzo nel romanzo” del quale e’ protagonista tra le mani di Felicita.La seconda, appunto Felicita, immersa in un contesto familiare costruito sugli insegnamenti e permeato dei valori che le sono stati tramandati dalla sua famiglia di origine che, per ironia della sorte, la rende allo stesso tempo fatalmente prigioniera di un quadro che lei stessa ha contribuito a dipingere colore dopo colore, giorno dopo giorno. Un quadro destinato ad essere ripensato, in una sorta di pittorico pentimento, dall’artista che lo aveva ideato e idealizzato: sé stessa.Un mondo di donne quindi alla scoperta di sé e di ciò che le circonda. Un’esistenza “in rosa” spesso trasfigurata agli occhi di molti uomini come un mondo incomprensibile e imperscrutabile, viene delicatamente rivelata dall´autore attraverso i tratti vibranti della sua narrazione. E´ in una chiave di lettura libera da pregiudizi e limiti sensoriali che si ha la chiara consapevolezza del vivere delle due entitá femminili attraverso i racconti che Adele narra del suo passato e le riflessioni di Felicita scambiate con un´ amica di nome Rachele. Un´amica non più di penna come si usava una volta, ma conosciuta in internet. E´ anche l’alternarsi di questo moderno e antico che rende il romanzo surreale agli occhi di chi lo esplora e per altri aspetti modernamente reale e oscuro. Le storie di queste due donne, Adele e Felicita, compongono l´immagine di due mondi apparentemente diversi ma grazie alla sottile realtà che li accomuna, molto simili e soprattutto vicini. Entrambe hanno un marito che, nella profondità del loro diverso e alla fine molto simile modo di amarle, o non amarle, le accomuna; entrambe hanno una figlia e un figlio, entrambe scoprono quel qualcosa di sé che l` intimo pudore femminile spesso cela sotto vesti leggere e fragili come petali di rose di cristallo.Oserei dire che, mai come in questo romanzo, si ha la strana e piacevole sensazione di riconoscersi nella storia di queste due vite, solo apparentemente lontane dal fantastico dei nostri stessi pensieri ma al contempo incredibilmente vicine: una l´immagine nascosta e reale dell’altra.L´autore ha la grande capacità di darci la sensazione, anziché semplicemente di leggere le pagine di un romanzo, di essere davanti ad uno specchio che svela le parti nascoste di chi protagonista della propria vita in realtà non lo è mai stato come anche di fornire un’immagine speculare dell’io femminile in continua e instancabile evoluzione. Al lettore viene data la particolare ed unica occasione di vagare in una serie di eventi dove la realtà si confonde con la fantasia, dove due antitetici aspetti della femminilità si fondono e materializzano in un unico “essere donna” nello scorrere degli eventi narrati dallo scrittore con sorprendente attenzione nel valorizzare i diversi aspetti delle capacità e sensibilità femminili. Lì dove le realtà dei nostri tempi riflessa nel ruolo dell´amica Rachele fa da voce narrante e riflessiva, lo scrittore Sandro Capodiferro dona ad una delle protagoniste, Felicita, la capacità di rivelare, più che all’amica a sé stessa, i propri dubbi e le proprie paure. Nell’illusione creata da questa meta-lettura scopriamo vite di donne pronte a tendersi le braccia per sostenersi nel loro viaggio alla scoperta di ciò che diversamente non avrebbero mai avuto il coraggio di esplorare e riconoscere di sé. Braccia elegantemente ricoperte da guanti di velluto pronte a proteggersi.Ció che colpisce alla fine della storia e ci accompagna in tutta la narrazione è la sorprendente capacità che rivela lo scrittore di saper descrivere i pensieri e le immagini femminili come difficilmente ci si poteva attendere da un uomo. Non è solo il contenuto della storia in sé per il quale il romanzo vale la pena di essere letto, ma soprattutto per la costante ricchezza di sensazioni e scoperte dell´animo e del pensiero femminile che lo scrittore in questo romanzo ha saputo mettere in risalto con accurata eleganza. È raro riconoscere in un uomo che scrive un romanzo di donne il coraggio e la raffinatezza di saper descrivere le parti oscure del mondo femminile. In Fiori di agave sulla collina delle fate, l´autore Sandro Capodiferro ha saputo raggiungere con discrezione e profonda sensibilità anche questo traguardo.

Rosanna Lanzillotti

 

STORIE DA UN SOGNO di Sandro Capodiferro

  STORIE DA UN SOGNO

  di Sandro Capodiferro

  EUR  15.00

 Niveau B2-C1

I giovani di Noverosi, alle soglie della maggiore età, sono chiamati a sperimentare in terre lontane la nuova condizione di essere uomini: per un periodo di almeno cinque anni lasciano il paese natio e gli affetti familiari per formarsi al lavoro dei campi, per abbracciare nuove prospettive, per conoscere intimamente se stessi e la vita. Anche Ginetto, giunto il gran giorno, intraprende il suo viaggio verso la vita che non conosce, con la trepida ansia della scoperta che lo attende. Una scoperta destinata a illuminare impensate verità legate al suo passato, a tracciare nuove strade per costruire il futuro e a suggerire un’inedita e rivoluzionaria chiave di lettura per sentire in profondità il presente. Con una fine abilità di dominare, sovrapporre e intrecciare i piani della narrazione, Sandro Capodiferro dà vita a una fiaba tutta moderna, che contamina la dimensione onirica e surreale di certa letteratura fantasy, il taglio argomentativo della parabola filosofica e il realismo del romanzo di formazione. Il passaggio attraverso tre simboliche porte rappresenterà per Ginetto un percorso di avvicinamento verso una consapevolezza superiore, che approda con una perfetta circolarità alla ridefinizione di quello stesso presente da cui egli è partito: attraverso un passato che non ha mai conosciuto e un futuro che è ancora possibilità e non certezza, Ginetto rientra nel suo presente con animo nuovo; intorno nulla è cambiato forse, tutto è immutato nella forma, ma è diverso il suo sentire, l’intenzione, la motivazione con cui egli adesso vive e reinterpreta il mondo.

Recensione di Rosanna Lanzillotti 

“Storie da un sogno” di Sandro Capodiferro Recensione a cura di Rosanna Lanzillotti Sullo sfondo di un viaggio narrato in sole novantadue pagine e attraverso ciò che si potrebbe interpretare come un sogno, la lettura di questo racconto scorre riga dopo riga con la sensazione di una gran voglia di scoprire un mondo diverso. Un mondo presente in ogni piccolo spazio dei nostri pensieri e a volte delle nostre speranze che in questa narrazione si realizzano in una nuova e singolare realtà: un nuovo modo di inserirsi nell’età adulta. E’con l’indicazione “il viaggio” che l’autore, Sandro Capodiferro, inizia il racconto di un giovane di nome Ginetto che così come vuole la tradizione della sua gente, inizierà un nuovo capitolo della sua vita iniziando un viaggio che lo terrà lontano dai suoi affetti per 5 lunghi, ma intensi, anni. Sarà proprio questa singolare esperienza espressa con toni ancora acerbi che arricchiranno la sua vita e lo faranno diventare un uomo, un uomo diverso e migliore. A colui che legge viene permesso sia di viaggiare insieme al narratore che descrivere la storia del protagonista e sia insieme al protagonista stesso entrambi viaggiatori e simboli l’uno della realtà, l’altro simbolo della fantasia inserita essa stessa in una realtà pensata e narrata. Comunque sia è la vita dell’essere umano dal suo embrione che si accinge ad affrontare un viaggio nell’evoluzione della sua storia: da Storie da un sogno Gli Elementi dell’Attesa “così si attende di quel cordone il taglio che dia un inizio nuovo e che sia tale” a quella vita che non può più aspettare” Non può più aspettare. Né il protagonista e né noi che leggiamo possiamo attendere. Noi stessi incomprensibilmente ci sentiamo protagonisti di questo viaggio che si realizza in un sogno privo di noia. Grazie alla fantasia che il più delle volte si confonde con la realtà si riesce a cogliere una lettura pragmatica e al contempo leggera, ma mai superficiale, del messaggio che l’autore, a mio modesto avviso, desidera comunicare: la vita è un viaggio non solo alla scoperta di nuovi luoghi, ma soprattutto di sentimenti antichi, ma pur sempre nuovi e personaggi che in un modo o nell’altro riempiono, il più delle volte arricchiscono, la nostra esistenza. Leggere questo racconto è come guardare un albero di mele e scoprire che ogni frutto, o meglio ogni riga, ha una rotondità diversa ed in essa perfetta nella sua complessità. Si scopre senza accorgersene l’evoluzione di ciò che nel tempo diventerà maturo. Come il tempo che senza permetterci di notarlo scorre veloce tra le pagine affinché si giunga a quella successiva per sapere cosa accade. In Storie da un Sogno scopriamo l’evolversi di un procedimento narrativo ancora leggermente amarognolo, ma frizzante nel suo stile letterario ed in particolare nel genere della letteratura fantasy. E’ però proprio questa la particolarità che rende il racconto dell’autore nuovo e diverso dai suoi contemporanei. Così come è “acerbo” e giovane il suo protagonista Ginetto durante il suo viaggio pronto a scoprire ciò che è sconosciuto e pronto a cercare un posto dove ritrovarsi. “ Ti sei mai chiesto in tutto ciò tu dove sei? “ Non è forse questo che ognuno di noi almeno una volta nella propria vita si è chiesto? In questo suo viaggio il protagonista se lo chiede ed è anche per tale motivo che possiamo ben affermare di trovarci all’interno di un viaggio diverso dagli altri. Un viaggio tra le foglie di un albero che ritroviamo nel bosco dove si trova Ginetto in una parte del suo cammino e che ricordano a chi legge gli eventi della vita di un giovane al quale si da l’opportunità di scoprire se stesso e chi gli sta accanto. Un albero, così come può esserlo la vita di ognuno di noi, dai frutti non ancora maturi, ma che si preparano a diventarlo. O come una nuova casa con porte da aprire o forse è meglio dire da scoprire. Piacevoli espressioni letterarie in progressiva maturazione, e proprio per questo avvolgenti e coinvolgenti, di questo romanzo ci presentano la vita con occhi diversi: Geometrie “E’ tutto scandito da questo laborioso gioco dei tempi” Porte da aprire e il tempo che scorre. Un tema che si unisce all’evolversi degli eventi narrati in queste pagine attraverso le quali l’autore esprime una inspiegabile capacità di cogliere la modernità e l’intimità del vivere il nostro tempo. Il tutto attraverso una chiara descrizione di ciò che sembrano essere luoghi e fatti comuni, ma che in realtà non lo saranno mai perché appartengono ad un sogno: La Pesca “Percorrere strade affollate Dove perdere l’identità tra spot di luce al neon” Ecco che quanto sopra enunciato potrebbe far pensare alle strade della vita che si possono percorrere, ma anche più realisticamente parlando la capacità dell’autore di permettere al lettore di fare un salto per esempio tra la modernità di una città piena di luci come New York o Sidney e le sue strade affollate che a tanti di nome “Ginetto” ha permesso di esprimersi e realizzarsi. Prendersi il tempo necessario per riflettere. E’ anche questo che si evince con spontanea naturalezza dalla lettura di queste pagine. Il protagonista Ginetto non visita queste città, ma vive il suo viaggio e quindi il suo sogno nella sua totalità con eventi che riempiranno lo spazio del ricordo, del presente e di ciò che diventerà il suo futuro. Così come il nostro protagonista si sveglia dal suo sogno, allo stesso modo chi scrive e chi legge termina un episodio del suo viaggio e si sveglia. Aprendo gli occhi vede il mondo da un angolatura diversa. La lettura di “Storie da un sogno” è consigliata a chi, come il protagonista di questo racconto, svegliandosi da un sogno sa vedere il mondo con occhi nuovi e maturi. Così come lo si può consigliare a chi vuole affrontare il nuovo giorno con la determinatezza di chi intende viverlo e dedicarlo a coloro che la vita vogliono viverla con la consapevolezza del suo essere se stessi.

Rosanna Lanzillotti